Antibiotici: usare con cautela!

11 febbraio 2010

Come detto nella mia presentazione sono un farmacista e pratico questa professione da quasi due anni, e se non bastasse sono figlio di un medico di base e di una biologa, quindi ritengo di avere diritto a dire la mia e informare ulteriormente sui rischi di abuso sull’uso degli antibiotici.

L’antibiotico è una sostanza che, individuata dopo anni di studi e ricerche partendo da migliaia di composti, è in grado di penetrare la barriera cellulare dei batteri, e non quelle dell’organismo, e quindi di uccidere l’agente patogeno. Come si capisce è un processo molto complicato e come tale bastano piccole modifiche sul genoma del batterio per rendere inefficace l’antibiotico. Se in Natura una qualsiasi specie vivente richiede centinaia di anni perchè si verifichi una mutazione e si consolidi nella stessa popolazione (la riproduzione nella più ottimistica delle previsioni avviene ogni giorno), nei batteri la riproduzione avviene nei peggiore dei casi in qualche ora; è chiaro quindi come sia molto più facile e veloce che avvenga una mutazione e che si diffonda in tutta la popolazione.

Fatto questo breve accenno di microbiologia, appare chiaro come usare antibiotici senza una reale minaccia o usare antibiotici specifici per dei batteri su un altro tipo di infezione  un grossissimo rischio per la salute dell’intera popolazione umana. Tengo a ricordare che le penicilline, ad oggi una delle classi di antibiotici più importanti (augmentin, zimox, clavulin solo per citare alcuni marchi di farmaci) e che hanno permesso di salvare la vita a milioni di persone e aumentare incredibilmente l’aspettativa di vita nella specie umana, sono state scoperte solo nel 1928! Da allora tante molecole sono state scoperte e prodotte, ma nessuna così innovativa ed efficace.

Oggi si sta ripresentando un problema che fino agli inizi del ’900 ha mietuto vittime: le infezioni batteriche. Sono sempre più frequenti fenomeni di resistenza da parte di batteri agli antibiotici e questo comporta che intere classi di farmaci devono essere accantonate e bisogna ricorrere a nuove, ma anche queste prima o poi risulteranno inefficaci e così via fino a che semplici infezioni potranno tornare a causare morte. Quanto tempo intercorrerà tra i nostri giorni e questo futuro dipende solo da noi; tutto dipende dall’uso che faremo dei farmaci a nostra disposizione!

Quindi eccovi semplici indicazioni tratte dalla quotidiana attività mia personale come farmacista:
- usare gli antibiotici solo su prescrizione medica;
- usare gli antibiotici da subito e continuativamente per quanto prescritto (in genere almeno 6 giorni);
- gli antibiotici vanno assunti rigorosamente: vanno presi tassativamente ogni 24, 12 oppure 8 ore (in base al tipo di farmaco) per garantire completa copertura;
- non usare antibiotici per semplici mal di gola;
- con tosse e catarro l’antibiotico non serve, meglio uno sciroppo semplice o meglio ancora aerosol;
- non usare il primo antibiotico che si trova in casa, non è detto che vada bene per il problema del momento;
- con raffreddore e influenza non serve usare antibiotici, queste patologie sono causate da virus, e richiedono altre tipologie di farmaci;
- le infezioni d funghi non vanno trattate con antibiotici: servono altre classi di farmaci, anzi, l’antibiotico favorisce la proliferazione dei funghi in quanto vanno a eliminare gli antagonisti di questi, ovvero i batteri.

E ora qualche dato significativo:

- Tratto da http://asr.regione.emilia-romagna.it/wcm/asr/collana_pillole/pill041/link/pill41.pdf:
la resistenza dell’ E. Coli nella sola Emilia Romagna dal 2003 al 2007 è passata dal 5 al 15% per quanto riguarda le cefalosporine, il K. Pneumoniae è passato dal 17 al 31%.

- Tratto da http://www.rivm.nl/earss/Images/EARSS%202006%20Def_tcm61-44176.pdf (pagg. 45-85):
in Francia e Spagna nel 2006 sono state osservate fino al 50% di resistenze alle penicilline dello Streptococcus pneumoniae e del 50% all’eritromicina in Francia e Italia;
lo Staphylococcus Aureus è resistente fino al 50% dei casi all’oxacillina in Spagna, Francia, Italia e Regno Unito sempre nel 2006.

Chiedete sempre consiglio al vostro medico di fiducia o al farmacista, evitate di curarvi da soli!

Per informazioni, consigli  altre richieste sono a disposizione.


Critiche all’Italia sui clandestini. Ma chi critica come si comporta realmente?

14 settembre 2009

Dopo l’Unione Europea, ora anche l’Onu muove critiche contro l’Italia e la sua nuova politica sui respingimenti degli immigrati. L’Italia, secondo quanto detto da Navi Pillay, commissario Onu per i diritti umani, commetterebbe violazione dei diritti umani detenendo i clandestini e criminalizzandoli in questo.

Queste sono solo le ultime accuse che ci arrivano dall’Estero, ma come si comportano molti di quelli che ci accusano quando sono anche loro soggetti a queste migrazioni? Come si comportano i grandi liberali Spagnoli? E perchè non ci sono le stesse accuse contro di loro o contro i Greci o contro Malta?

Spagnoli e Greci, senza farsi troppi problemi e domande, sparano direttamente sulle imbarcazioni impedendo di fatto lo sbarco e quindi senza avere il fastidio di dover registrare i clandestini, senza doverli accogliere in centri specifici, senza dover dare loro da mangiare e doversi preoccupare di doverli inserire nella loro società. I Maltesi invece non ricorrono alla forza, ma semplicemente impediscono ai barconi di sbarcare e addirittura si rifiutano di prestare loro soccorso in mare rimandando il compito e la patata bollente agli Italiani o ai democraticissimi paesi Africani come la Libia. E perchè siamo solo noi i cattivi?

Quante migliaia di immigrati abbiamo accolto finora? Come ci hanno aiutato Onu, UE, Francia, Germania, Spagna e tuti gli altri? Si sono mai offerti di accogliere qualcuno di questi clandestini? Quali aiuti economici e logistici hanno fornito al nostro Paese per aiutare questi disgraziati?
Finalmente qualcuno con le palle, stanco di dover sempre fare il bravo e farlo da solo, decide di porre un freno, vista ormai la mancanza di posto nei centri di accoglienza, di mezzi, di cibo, di uomini, decide di rimandarli in patria, dopo averli comunque soccorsi, a differenza degli altri, e cosa fanno gli altri Stati? Insorgono! Ci condannano! Siamo brutti e cattivi!

Forse dovrebbero guardare prima in casa loro, ognuno dovrebbe valutare cosa fa per l’immigrato clandestino, come rispetta i loro diritti. E forse bisognerebbe anche porsi la domanda: chi sono questi immigrati? Perchè spendono milioni per viaggi di centinaia di chilometri su bagnarole, viaggiando con qualsiasi tempo, senza acqua, cibo, con bambini, neonati, vecchi, malati? Perchè non scappano dal loro Paese con mezzi più consoni e sicuri spendendo molto meno? Forse perchè non hanno i documenti per compiere questi viaggi regolari e poter quindi entrare nel nostro Paese con un normale e legale visto turistico? E perchè non hanno questi documenti? Possibile che siano tutti dei perseguitati? E se sono tutti perseguitati perchè l’Onu non interviene con decisione, anche militarmente, per soverchiare eventuali regimi e porre fine alle violazioni dei diritti umani?

Sinceramente questa storia mi puzza. Credo che l’Onu non abbia, come non l’ha mai avuto, il coraggio e la forza di intervenire davvero nelle situazioni critiche, e se qualcosa è stato fatto è solo per merito della Nato! Credo che l’Onu sappia solo fare la voce grossa con chi ha paura di ribattere, come noi fessi Italiani, ma che se a fare qualcosa è ad esempio la Cina o la Russia sia meglio tacere o lanciare qualche sassolino ma subito pronti a ritirare la mano e guardare dall’altra parte quasi chiedendo scusa! E credo che questi immigati non siano tutti dei poveri perseguitati, ma che la maggor parte di loro siano dei malviventi, privati dei documenti per reati nel loro Paese, consci di poter venire in Italia a fare i porci comodi senza timore di venire rispediti a casa o detenuti in carcere per più di qualche giorno in caso di furti o omicidi!
Credo che di sicuro non siamo dei santi, che non ci comportiamo da cristiani come indicato dal Vangelo e dalla Chiesa, che non siamo certo un popolo esterofilo, ma credo che gli altri siano molto peggio di noi, meno tolleranti, meno accondiscendenti e meno disposti a pazientare che lo straniero impari lingua, costumi e modi locali!


Altro furto dei Sindacati nelle buste-paga!

6 ottobre 2008

Con molto “piacere” oggi ho scoperto che, almeno per quanto riguarda la categoria dei Farmacisti, i nostri “amati” principali sindacati (CISL, CGIL e UIL) già dal mese di Settembre e per almeno i prossimi 3 anni si intascheranno 1 euro a mensilità del nostro stipendio.

Il tutto nasce a seguito del rinnovo del contratto di noi Farmacisti ottenuto nel mese di Luglio e che, qui sicuramente sbaglio e sono impreciso causa la mia troppo recente entrata nel mondo del lavoro, porta nella nostra busta-paga un aumento di circa 150 euro. Un aumento sicuramente notevole e interessante, che adegua lo stipendio ai dati Istat e all’inflazione.
Meno piacevole è però scoprire solo oggi che questi tre sindacati si sono trattenuti già da Settembre 1 euro dal mio stipendio, per il tacito assenso, o meglio solo oggi il consulente del lavoro mi ha fornito il modulo di adesione o meno a tale prelievo.

Non è sicuramente per l’euro che mi arrabbio, ma per il fatto che dopo i tanti furti, le tante combine, per i traffici loschi e le amicizie altolocate, questi cosiddetti enti vicini ai lavoratori rubino dalle nostre tasche per arricchirsi ancora di più e continuare a non fare quello che dovrebbero fare per noi! Se poi ripenso al caso Alitalia inizia a rollarmi qualcosa nelle zone basse e a far volare ben altre cose che aerei!

Ma questo euro per mensilità trattentuto, quindi per un totale di 14 euro a dipendente annui, servirà ai Sindacati per finanziare attività utili alla nostra professione come:
- ricerca, programmazione e progettazione di interventi per la migliore qualificazione e sviluppo dei servizi per gli utenti della farmacia, nel quadro della politica sanitaria nazionale;
- studio ed elaborazione di relazioni sullo stato del settore;
- studio, ricerca progettazione in ordine alle tematiche assistenziali e previdenziali in relazione alla evoluzione legislativa in materia;
- gestione del monte ore nazionale dei permessi sindacali retribuiti;
- studio, elaborazione e organizzazione di iniziative finalizzate alla formazione e all’aggiornamento professionale degli operatori del settore.

In poche parole si tengo un euro al mese per studiare il modo di non fare niente o di continuare a vendere aria fritta!

A questo punto, piuttosto che finanziare queste associazioni mafiose, preferisco donare anche 10 euro al mese a istituti medici di ricerca o Onlus, e così invito a fare a tutti voi colleghi e non che vi trovate nella mia situazione!


Alitalia: ennesima pagliacciata all’Italiana!

18 settembre 2008

Dispiace tornare a scrivere in questo blog e dover subito parlare di fallimenti, ma purtroppo non c’è altra alternativa.

Stasera Berlusconi non è riuscito a portare a termine il miracolo, si spera almeno per ora. Dopo aver risolto il problema annoso di Napoli e della sua immondizia, riuscendo dove altre amministrazioni per anni hanno fallito o non hanno voluto riuscire, l’altro fondamentale obiettivo pre-elettorale si è bruscamente arenato e sembra destinato a crollare a picco. Sto parlando del disastro Alitalia, l’ennesima dimostrazione di quanto ignoranti e stolti siano gli Italiani e quanto facilmente si facciano condurre da persone a cui sta a cuore solo la loro poltrona, il proprio stipendio, l’essere sempre e comunque in prima pagina.

Berlusconi, dopo la fallita trattativa con Air France negli ultimi giorni del governo Prodi, era riuscito a trovare una cordata di imprenditori Italiani che potesse salvare Alitalia dal fallimento, era riuscito a trovare accordi con i sindacati e raggiungere compromessi per salvare la compagnia e assicurare a coloro che avrebbero perso il lavoro una nuova occupazione.
Gli ultimi giorni avevavo fatto presagire una conclusione amara, ma si sperava che il buonsenso avesse la meglio, che di fronte ad un aut aut molto duro e deciso, atteggiamento sicuramente non ideale e opportuno ma forse inevitabile, si decidesse per l’opzione meno cruenta.
Epifani e la CGIL invece hanno deciso di rifiutare l’accordo e far naufragare tutta la trattativa, sancendo il ritiro della cordata con il conseguente fallimento di Alitalia e oltre 20.000 famiglie destinate a tempi molto bui! Ma evidentemente i capo-famiglia sono contenti di portare i propri cari nel baratro, visti i festeggiamenti e gli slogan “meglio falliti che con la CAI”. Meno felici forse i 4.300 dipendenti Alitalia che avrebbero perso comunque il lavoro ma per i quali era già pronta una nuova offerta sicura.

La follia Italiana continua quindi: falliti, intesi come persone appartenenti a un’azienda in fallimento e come falliti come persone, esultanti, sindacati che continuano solo a far parlare di se e non a curare gli interessi dei lavoratori, classe politica capace solo di fare lo scarica-barile accusandosi a vicenda, tavoli di trattative a cui siedono solo gruppi di persone capaci solo di dire “NO” ma mai di proporre, perchè evidentemente incapaci di formulare idee..

Ora i piloti e la CGIL esultano, sono felici del fallimento e di essere destinati a restare senza lavoro, ma domani saranno già pronti a manifestare, a chiedere giustizia, a chiedere di lavorare e ancora una volta a rifiutare qualsiasi accordo. Queste persone meritano di restare in mezzo a una strada e soli, non trascinando nel baratro i propri cari, e che il loro posto e il loro stipendio vadano a persone più meritevoli, capaci di mandare giù qualche boccone amaro, di mettere da parte l’Ego a favore del buonsenso!


Olimpiadi: monito politico alla Cina

7 agosto 2008

Mentre in tutto il mondo libero si dibatte se partecipare o meno alla cerimonia d’inaugurazione delle Olimpiadi in programma per domani, dalla rappresentativa Americana giunge un forte messaggio, che vale più di mille parole dette o scritte.
Gli Stati Uniti hanno scelto come loro portabandiera un atleta che sebbene le buone prestazioni forse non sarà ricordato per qualche trionfo in queste Olimpiadi, che non rappresenta il suo Paese per il bottino di medaglie fin qui raccolto, che forse non servirà da pubblicità per il proprio movimento sportivo, ma che di sicuro infliggerà un grave colpo all’autorità cinese: il portabandiere in questione sarà Lopez Lomong.

Questo giovane atleta mezzofondista è un profugo del Sudan. All’età di 6 anni fu separato dai genitori e costretto a fuggire in Kenya; qui ha da sempre coltivato un sogno: partecipare alle Olimpiadi. Il sogno si è realizzato in quest’edizione, dopo aver ricevuto una possibilità dagli Usa e essere diventato cittadino americano un anno fa.
Ma non è certo per la sua storia comuqnue toccante che domani sfilerà con la bandiera a stelle e strisce, ma per le sue origine Sudanesi: lui è sfuggito alle stragi del Darfur, quelle stragi di cui apertamente si fa accusa alla Cina, sostenitrice e finanziatrice del governo del Sudan.

Mentre tutto il mondo parla su come debbano comportarsi gli atleti alle Olimpiadi, su eventuali simboli da portare, se i Governi debbano partecipare o meno, mentre decine di associazioni accendono inutili candele sui davanzali in Paesi lontani da dove accadano i soprosi, manifestano lontano da quelle piazze calde, dove manifesta solo chi ha il coraggio e sa che finirà in prigione per uscirne chissà quando, un giovane atleta farà molto più di tante altre persone.
Saranno poche le persone in tutto il mondo che capiranno questo gesto, lo stesso governo Cinese sicuramente farà finta di ignorare e metterà a tacere chi proverà a porre l’attenzione su questo fatto, però intanto il segnale c’è ed è forte, e nessuno potrà evitare che questo esule sfili con i riflettori puntati addosso con orgoglio davanti a coloro che tanto dolore hanno causato a lui e a tanti suoi simili!


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