Antibiotici: usare con cautela!

Come detto nella mia presentazione sono un farmacista e pratico questa professione da quasi due anni, e se non bastasse sono figlio di un medico di base e di una biologa, quindi ritengo di avere diritto a dire la mia e informare ulteriormente sui rischi di abuso sull’uso degli antibiotici.

L’antibiotico è una sostanza che, individuata dopo anni di studi e ricerche partendo da migliaia di composti, è in grado di penetrare la barriera cellulare dei batteri, e non quelle dell’organismo, e quindi di uccidere l’agente patogeno. Come si capisce è un processo molto complicato e come tale bastano piccole modifiche sul genoma del batterio per rendere inefficace l’antibiotico. Se in Natura una qualsiasi specie vivente richiede centinaia di anni perchè si verifichi una mutazione e si consolidi nella stessa popolazione (la riproduzione nella più ottimistica delle previsioni avviene ogni giorno), nei batteri la riproduzione avviene nei peggiore dei casi in qualche ora; è chiaro quindi come sia molto più facile e veloce che avvenga una mutazione e che si diffonda in tutta la popolazione.

Fatto questo breve accenno di microbiologia, appare chiaro come usare antibiotici senza una reale minaccia o usare antibiotici specifici per dei batteri su un altro tipo di infezione  un grossissimo rischio per la salute dell’intera popolazione umana. Tengo a ricordare che le penicilline, ad oggi una delle classi di antibiotici più importanti (augmentin, zimox, clavulin solo per citare alcuni marchi di farmaci) e che hanno permesso di salvare la vita a milioni di persone e aumentare incredibilmente l’aspettativa di vita nella specie umana, sono state scoperte solo nel 1928! Da allora tante molecole sono state scoperte e prodotte, ma nessuna così innovativa ed efficace.

Oggi si sta ripresentando un problema che fino agli inizi del ’900 ha mietuto vittime: le infezioni batteriche. Sono sempre più frequenti fenomeni di resistenza da parte di batteri agli antibiotici e questo comporta che intere classi di farmaci devono essere accantonate e bisogna ricorrere a nuove, ma anche queste prima o poi risulteranno inefficaci e così via fino a che semplici infezioni potranno tornare a causare morte. Quanto tempo intercorrerà tra i nostri giorni e questo futuro dipende solo da noi; tutto dipende dall’uso che faremo dei farmaci a nostra disposizione!

Quindi eccovi semplici indicazioni tratte dalla quotidiana attività mia personale come farmacista:
- usare gli antibiotici solo su prescrizione medica;
- usare gli antibiotici da subito e continuativamente per quanto prescritto (in genere almeno 6 giorni);
- gli antibiotici vanno assunti rigorosamente: vanno presi tassativamente ogni 24, 12 oppure 8 ore (in base al tipo di farmaco) per garantire completa copertura;
- non usare antibiotici per semplici mal di gola;
- con tosse e catarro l’antibiotico non serve, meglio uno sciroppo semplice o meglio ancora aerosol;
- non usare il primo antibiotico che si trova in casa, non è detto che vada bene per il problema del momento;
- con raffreddore e influenza non serve usare antibiotici, queste patologie sono causate da virus, e richiedono altre tipologie di farmaci;
- le infezioni d funghi non vanno trattate con antibiotici: servono altre classi di farmaci, anzi, l’antibiotico favorisce la proliferazione dei funghi in quanto vanno a eliminare gli antagonisti di questi, ovvero i batteri.

E ora qualche dato significativo:

- Tratto da http://asr.regione.emilia-romagna.it/wcm/asr/collana_pillole/pill041/link/pill41.pdf:
la resistenza dell’ E. Coli nella sola Emilia Romagna dal 2003 al 2007 è passata dal 5 al 15% per quanto riguarda le cefalosporine, il K. Pneumoniae è passato dal 17 al 31%.

- Tratto da http://www.rivm.nl/earss/Images/EARSS%202006%20Def_tcm61-44176.pdf (pagg. 45-85):
in Francia e Spagna nel 2006 sono state osservate fino al 50% di resistenze alle penicilline dello Streptococcus pneumoniae e del 50% all’eritromicina in Francia e Italia;
lo Staphylococcus Aureus è resistente fino al 50% dei casi all’oxacillina in Spagna, Francia, Italia e Regno Unito sempre nel 2006.

Chiedete sempre consiglio al vostro medico di fiducia o al farmacista, evitate di curarvi da soli!

Per informazioni, consigli  altre richieste sono a disposizione.

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